La finale AIA è stata un’esperienza davvero entusiasmante, al di là della gara stessa svoltasi in una cornice davvero stupenda, ho potuto ammirare conduzioni straordinarie effettuate da fenomeni quali Ezio Bertuletti, Alfonso Sabbatini, Irma Bertolini. Da parte mia questa giornata è stata vissuta più che altro come uno stage dove poter mettere in pratica situazioni estreme che in una gara normale difficilmente oso, e poter così sperimentare, copiando dagli agilitysti più bravi, metodi di condotta davvero efficaci. Comunque nonostante le due penalità accumulate sui due percorsi sono rimasto soddisfatto della mia prestazione, poi come si dice:“Hai partecipato ad un combattimento tra leoni e se non hai vinto non significa che tu non sappia ruggire”
E’ stato bellissimo ritrovare gli amici romani dell’Adventure Dog: Antonio, sua moglie, e sua figlia Giulia. Con loro abbiamo passato una serata davvero divertente raccontandoci le nostre avventure di agilitysti in un ristorante di Milano con i cani al seguito, poi siamo tornati in albergo stanchissimi per il lungo viaggio affrontato per poi ritrovarci al campo la mattina seguente.
Un ringraziamento particolare merita mia moglie Valeria, che mi supporta e mi sopporta in tutte le gare ed è solo grazie a lei che sono riuscito a coronare il sogno di fondare un club di agility, ed è abilissima a curare tutti i filmati presenti sul blog, davvero brava.
Mi auguro che grazie all’AIA e a giornate come quella di domenica l’agility cresca e si diffonda sempre di più e – perché no - possa finalmente diventare sport olimpico già dalle prossime Olimpiadi di Londra.
Francesco.